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| Il viaggio intorno
al mondo del Lycia. |
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Cayos Chichime - Arcipelago di San Blas
(Panama)
15 dicembre 2001 |
| di
Antonio Penati |
 |
Maria Vittoria
"in posa" a San Blas |
Ci aspettano 50 miglia non propriamente rilassanti per raggiungere
Snug Harbor, una baia incantevole incastonata tra la costa e un gruppo
di isole chiamate Yauala, Mamaraga, Apaitup, Ogumnaga, più
un numero imprecisato di isolotti e reef .
La rotta deve passare allesterno dei bassifondi, che sono solo
parzialmente idrografati, sino a raggiungere un canale profondo e
sicuro che sinsinua tra reef e isolotti (cayos Ratones) e da
qui sino al ridosso di Snug Harbor. Partenza allalba e rotta
verso un punto al largo oltre la batimetrica dei 10 metri; in mare
aperto la solita solfa, onda grossa, temporali , piovaschi e vento
da prima sul muso poi alla fine al traverso e pur con una forte corrente
contraria di oltre 2 nodi procediamo veloci verso lancoraggio
dove arriviamo il pomeriggio verso le 17; il ridosso è completo
e sullisolotto vicino notiamo un piccolo villaggio di capanne,
veniamo subito avvicinati da una piroga (cajugo) che ci comunica che
siamo i benvenuti e che i saggi del villaggio (shaila) hanno stabilito
che il diritto dormeggio è di 6 dollari per tre mesi,
paghiamo, un pò dubbiosi, e chiediamo la ricevuta, i nostri
amici partono con una vogata decisa verso il villaggio distante un
miglio, penso ai soliti approfittatori e considero i 6 dollari come
una specie di regalo a dei pescatori furbi, invece dopo una mezzora
quando il buio sta scendendo arrivano sorridenti con la ricevuta con
tanto di timbro della comunità, regalo loro un sigaro e mi
compiaccio dellonestà di questi simpatici Kuna.La mattina
dopo la prendiamo sul comodo, oramai siamo allinterno dellarcipelago
protetto dal reef e gli ancoraggi sono molti e tutti ben ridossati,
abbiamo solo limbarazzo della scelta, e la scelta cade su Narganà
che è per così dire un centro importante
(2000 abitanti) dove ci sono negozi di alimentari, bar, un generatore
che da corrente alle capanne dalle 17 alle 23 di ogni giorno.
Narganà è collegata allisola di Corazon de Jesus
da un ponticello e, poco distante, sullisola di fronte è
situata la pista dellaeroporto. Ci consigliano la visita del
Rio Diablo, non mancheremo. Arrivati a Narganà, incontriamo
altre due barche italiane di amici, Il Maistrac di Andrea ed il Mia
Placidus di Claudio. Cena in compagnia, bevutina serotina parlando
di mare, onde, spiagge e posti lontani poi una salutare dormita.
La mattina i nostri amici, che sono a San Blas oramai da diversi giorni,
salpano per un ancoraggio poco più a Nord, noi rimaniamo fermi
un giorno per visitare il paesino e fare lescursione al Rio
Diablo, e qui facciamo un incontro che ci permetterà di capire
più da vicino questi indios.
Glomildo è il nome dellindios Kuna che ci chiede di portarlo
allisola Cartì, dove risiede, distante 25 miglia, non
importa quando; facciamo una chiacchierata preliminare e visto che
Glomildo parla perfettamente lo spagnolo e Pepe che è a bordo
del Lycia è spagnolo ci intendiamo benissimo. Rimarrà
con noi tre giorni e con lui che è insegnante di inglese ed
appassionato di storia del suo popolo faremo delle scoperte interessanti,
visiteremo la sua isola e saremo ospiti a casa sua (capanna) con i
suoi genitori e la sorella, Inoltre gli affidiamo lincombenza
di procurarci verdure e frutta fresca, cosa non facile in questo posto.
Ha scritto un piccolo libretto sugli usi e costumi del suo popolo
con un dizionario Kuna-Inglese-Spagnolo, noi aggiungeremo lItaliano.
Così girovagando di isola in isola e di cayo in cayo arriviamo
il giorno 14 dicembre allisola di Porvenir, dove durante il
periodo di Natale imbarcheremo gli amici che arrivano dalla freddissima
Italia. Ci aspettavamo unisola con qualche struttura, visto
la presenza dellaeroporto e la dogana, niente di tutto questo.
Lisoletta ha come strutture, una casa in muratura (rarissima
qui alle San Blas) che è la dogana e limmigrazione. Tutto
il personale è a dorso e piedi nudi, non vi è divisa
e la cortesia è la regola di vita. Le pratiche sono spedite
e abbiamo il piacere di ricevere il timbro della regione Kuna sul
passaporto.
Più avanti un modesto albergo-ristorante (praticamente una
tettoia) costruito da unamericano con velleità turistiche,
e la pista dellaeroporto in cemento, residuato degli americani,
che taglia lisola per il lungo circondata da filari di palme. |
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Il Lycia tra due
isolotti alle San Blas |
Ci aspettano 50 miglia non propriamente rilassanti per raggiungere
Snug Harbor, una baia incantevole incastonata tra la costa e un
gruppo di isole chiamate Yauala, Mamaraga, Apaitup, Ogumnaga, più
un numero imprecisato di isolotti e reef .
La rotta deve passare allesterno dei bassifondi, che sono
solo parzialmente idrografati, sino a raggiungere un canale profondo
e sicuro che sinsinua tra reef e isolotti (cayos Ratones)
e da qui sino al ridosso di Snug Harbor. Partenza allalba
e rotta verso un punto al largo oltre la batimetrica dei 10 metri;
in mare aperto la solita solfa, onda grossa, temporali , piovaschi
e vento da prima sul muso poi alla fine al traverso e pur con una
forte corrente contraria di oltre 2 nodi procediamo veloci verso
lancoraggio dove arriviamo il pomeriggio verso le 17; il ridosso
è completo e sullisolotto vicino notiamo un piccolo
villaggio di capanne, veniamo subito avvicinati da una piroga (cajugo)
che ci comunica che siamo i benvenuti e che i saggi del villaggio
(shaila) hanno stabilito che il diritto dormeggio è
di 6 dollari per tre mesi, paghiamo, un pò dubbiosi, e chiediamo
la ricevuta, i nostri amici partono con una vogata decisa verso
il villaggio distante un miglio, penso ai soliti approfittatori
e considero i 6 dollari come una specie di regalo a dei pescatori
furbi, invece dopo una mezzora quando il buio sta scendendo
arrivano sorridenti con la ricevuta con tanto di timbro della comunità,
regalo loro un sigaro e mi compiaccio dellonestà di
questi simpatici Kuna.La mattina dopo la prendiamo sul comodo, oramai
siamo allinterno dellarcipelago protetto dal reef e
gli ancoraggi sono molti e tutti ben ridossati, abbiamo solo limbarazzo
della scelta, e la scelta cade su Narganà che è per
così dire un centro importante (2000 abitanti)
dove ci sono negozi di alimentari, bar, un generatore che da corrente
alle capanne dalle 17 alle 23 di ogni giorno.
Narganà è collegata allisola di Corazon de Jesus
da un ponticello e, poco distante, sullisola di fronte è
situata la pista dellaeroporto. Ci consigliano la visita del
Rio Diablo, non mancheremo. Arrivati a Narganà, incontriamo
altre due barche italiane di amici, Il Maistrac di Andrea ed il
Mia Placidus di Claudio. Cena in compagnia, bevutina serotina parlando
di mare, onde, spiagge e posti lontani poi una salutare dormita.
La mattina i nostri amici, che sono a San Blas oramai da diversi
giorni, salpano per un ancoraggio poco più a Nord, noi rimaniamo
fermi un giorno per visitare il paesino e fare lescursione
al Rio Diablo, e qui facciamo un incontro che ci permetterà
di capire più da vicino questi indios.
Glomildo è il nome dellindios Kuna che ci chiede di
portarlo allisola Cartì, dove risiede, distante 25
miglia, non importa quando; facciamo una chiacchierata preliminare
e visto che Glomildo parla perfettamente lo spagnolo e Pepe che
è a bordo del Lycia è spagnolo ci intendiamo benissimo.
Rimarrà con noi tre giorni e con lui che è insegnante
di inglese ed appassionato di storia del suo popolo faremo delle
scoperte interessanti, visiteremo la sua isola e saremo ospiti a
casa sua (capanna) con i suoi genitori e la sorella, Inoltre gli
affidiamo lincombenza di procurarci verdure e frutta fresca,
cosa non facile in questo posto. Ha scritto un piccolo libretto
sugli usi e costumi del suo popolo con un dizionario Kuna-Inglese-Spagnolo,
noi aggiungeremo lItaliano. Così girovagando di isola
in isola e di cayo in cayo arriviamo il giorno 14 dicembre allisola
di Porvenir, dove durante il periodo di Natale imbarcheremo gli
amici che arrivano dalla freddissima Italia. Ci aspettavamo unisola
con qualche struttura, visto la presenza dellaeroporto e la
dogana, niente di tutto questo. Lisoletta ha come strutture,
una casa in muratura (rarissima qui alle San Blas) che è
la dogana e limmigrazione. Tutto il personale è a dorso
e piedi nudi, non vi è divisa e la cortesia è la regola
di vita. Le pratiche sono spedite e abbiamo il piacere di ricevere
il timbro della regione Kuna sul passaporto.
Più avanti un modesto albergo-ristorante (praticamente una
tettoia) costruito da unamericano con velleità turistiche,
e la pista dellaeroporto in cemento, residuato degli americani,
che taglia lisola per il lungo circondata da filari di palme.
Un pontiletto si protende sulla spiaggia bianca e tuttintorno
unestensione di reef stupendi e pescosi, con la barca ti ormeggi
ad ovest della spiaggia, tenendoti scostato dalla zona di atterraggio
degli aeroplanini che arrivano radenti il Mare. Intorno vi sono
isolette abitate da indios in cui trovi pane, pochissima verdura
e una moltitudine di bambini che giocano tra la sabbia, le galline,
i maialini.
Al ristorantino Kuna sullisola Nalunega distante
mezzo miglio dallormeggio, si mangia pesce fritto con albero
del pane fritto e coca cola o Birra con 2 dollari circa.
Se si vuole una seratina più elegante vi è lhotel
San Blas che con 5 dollari ti serve una cena al lume di candela
(perché la corrente non cè).Allormeggio
a Porvenir troviamo Max, skipper milanese, che sta facendo charter
per conto di un armatore italiano; è due mesi che è
alle San Blas e conosce tutti, con lui, che ho conosciuto a Trinidad
tre anni fa, organizzo di comprare un maiale che sarà portato
su cayo Chichime dove andremo a passare lultimo dellanno
in compagnia delle altre quattro barche di Italiani che si trovano
qui.
Il 15 mattina partiamo per Cayo Chichime alla piroga dellindios
che trasporta il maiale sullisola dove verrà tenuto
sino al giorno 31.
E appunto da qui che vi sto scrivendo; il posto è stupendo,
siamo ormeggiati di fronte al reef su cui frangono le onde delloceano,
a sinistra abbiamo lisola piena di palme da cocco di Uchutupu
Pippi e a destra quella di Uchutupu Dumat, vi abitano quattro famiglie
con una decina di bambini e vecchietti, fanno il pane, pescano e
ci vendono per pochissimi dollari, aragoste, granchi giganti (cangregos),
polipi.
Per completare il quadro, Pepe pesca ogni notte un numero elevato
di dentici e sotto la barca abbiamo visto volare una Manta ; cercheremo
di sopravivere sino al 18 o 19 data in cui ci sposteremo di nuovo
a Porvenir per imbarcare gli amici .
PS. Tranne qualche traccia a Narganà, qui non vi è
traccia del Natale. Questo un po mi manca.
Approfitto di questo momento di nostalgia per augurare a tutti voi
un Buon Natale ed un felicissimo Fine Anno, assieme a Stephan e
Pepe dellequipaggio.
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