Mittente
Giorgio Longato,
giorgio.longato@barca.it
giorgio.longato@motorvela.it
Tenente di vascello della Marina Militare Italiana in congedo proveniente dai Ruoli Normali dell’Accademia Navale di Livorno, laureato in Scienze Navali e Marittime presso l’università di Pisa e in Lettere Classiche presso l’università di Padova, di professione istruttore di vela e "skipper".
Data, 28/04/2006
Egregio Direttore Generale
Dott. Massimo PROVINCIALI
Viale dell’Arte 16 – 00144 Roma
telefono 0659084205/0659648276/0659648254 fax 0659084282
E per conoscenza a:
ISYBA - Massimo Revello – info@isyba.it
AMADI Adriatico - infoadriatico@amadi.org - diego.melas@poste.it
ASSONAUTICA Sede Nazionale: sede.nazionale@assonautica.it
UCINA. c.a. Ing. Lorenzo Pollicardo staff@ucina.net
YACHTS.IT Michele Costabile info@yachts.it
Egregio dottor Provinciali,
in data 21 ottobre 2005 ho inviato alla sua cortese attenzione un fax che non ha ottenuto alcun riscontro nel quale esprimevo alcune riflessioni personali sul D.M. 10 maggio 2005 n.121 relativo ai nuovi titoli professionali del diporto. Successivamente, alla luce delle polemiche e delle proteste che si sono innescate in proposito, ho avuto modo di constatare che certe mie osservazioni non erano del tutto peregrine.
Personalmente continuo a ritenere che le cosiddette "disposizioni transitorie"(art. 14 del suddetto decreto), che di fatto si atteggiano a una sorta di moratoria, si fondino su un infondato principio di esclusione che lascia spazio a poco auspicabili risvolti corporativistici. In particolare mi risulta difficile comprendere l’esagerata valorizzazione dello pseudo titolo professionale di "conduttore" e, per contro, l’ostinato rifiuto di concedere ai patentati navi da diporto successivamente al 10 maggio 2005 le stesse agevolazioni di quanti hanno sostenuto lo stesso esame in precedenza. Mi sembra veramente il trionfo della burocrazia sull’impegno!
Ma c’è un’altra cosa che non capisco e che riguarda chi, come il sottoscritto, ha trascorso una considerevole fetta di vita nella Marina Militare e che attualmente opera nel diporto.
Io ho frequentato i corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, che è una delle università del mare più accreditate nel mondo, dal 1972 al 1976, classificandomi tra i primissimi del mio corso, con tanto di distintivo d’onore.
Promosso guardiamarina ho avuto il raro privilegio di imbarcare come ufficiale di rotta sulla "Stella Polare", un’autentica leggenda della vela d’altura internazionale, con la quale ho percorso 15000 miglia di navigazione quasi tutta oceanica. Successivamente, pur continuando a regatare su imbarcazioni della Marina, ho prestato servizio come ufficiale su varie unità di squadra, frequentando inoltre numerosi e impegnativi corsi di perfezionamento, fino al 1981 quando ho lasciato la Marina col grado di Tenente di Vascello per dedicarmi esclusivamente alla vela.
Da allora non ho mai smesso di navigare come skipper e istruttore superando l’ambito traguardo delle 100000 miglia percorse a vela in Atlantico, Mediterraneo ed Egeo.
Inoltre sono laureato in "Scienze navali" e in "Lettere classiche", sono "mediatore marittimo", posseggo il titolo di "conduttore" e quello di "esperto velista" della Lega Navale italiana, la patente per nave da diporto e sto conseguendo la certificazione IMO prevista dal decreto sui titoli, essendo iscritto alla Gente di Mare.
E, tuttavia, per diventare "ufficiale di navigazione " del diporto dovrò sostenere, a 52 anni, un ulteriore esame con la prospettiva per ora certa di non poter neppure aspirare al titolo successivo di "capitano" perché i miei anni d’imbarco, regolarmente certificati dal mio foglio matricolare, non vengono riconosciuti dall’Autorità Marittima in quanto non effettuati su unità da diporto adibite al noleggio, come recita letteralmente il decreto.
Ma vogliamo scherzare? Dopo aver svolto una professione altamente qualificata che ha richiesto impegno, dedizione, sacrificio e mi ha consentito di conseguire un livello di competenze tecniche e nautiche di qualità superiore, devo sentirmi dire che la mia professionalità, proprio perché maturata al servizio dello stato e non di un armatore privato, non conta nulla, non fa curriculum, non esiste! Tutto ciò è moralmente e giuridicamente inconcepibile.
E mi sorprende che nessuno degli ideatori del decreto in questione abbia previsto che, forse, qualcuno si sarebbe trovato nella mia situazione.
Perciò mi aspetto, e altri co
me me si aspettano, che lo stesso "qualcuno" legga con serietà queste righe, ne riconosca la legittimità e ne tragga le ovvie conseguenze. Vale a dire mi aspetto che venga emanata a breve una circolare applicativa (come altre volte è stato fatto) che preveda:
- che agli ex ufficiali superiori di vascello pagati di comando su unità militari, laureati " in scienze navali" e in possesso di certificazione IMO, venga riconosciuto d’ufficio il titolo almeno di "capitano" del diporto;
- che agli ex ufficiali di vascello non pagati di comando, ma in possesso di laurea in " scienze navali", di titolo di "conduttore" ovvero di patente nave da diporto e di certificazione IMO, venga concesso d’ufficio il titolo di "ufficiale di navigazione" e il riconoscimento come anzianità d’imbarco sia dei servizi svolti a bordo di unità militari, sia dei corsi di perfezionamento post Accademia, al fine di poter sostenere subito l’esame per "capitano";
- che a tutti gli ex ufficiali di vascello venga riconosciuto d’ufficio il corso radar base, tra l’altro costosissimo, in virtù delle esperienze pregresse maturate in aula e sul campo.
In fede
Giorgio Longato |